Ma come può una semplice scarpa diventare una mania irrinunciabile?
Inizio subito a dire che la "regina" che da il via alla moda della scarpa col tacco è in realtà un re :
Luigi XIV detto il "Re Sole".
Nel mondo della moda si parla sempre di "Tacchi del Re Sole" ed è come una sua reincarnazione.
Luigi XIV non ha mai sostenuto di aver inventato il tacco alto;
antiche culture, dalla Turchia alla Grecia e al Giappone mostrano testimonianze di scarpe rialzate, ma solo dopo che il Re Sole le ha adottate, questo oggetto prese il significato di "stile".
Tutti gli uomini alla corte del re portavano i tacchi, Luigi li portava soprattutto perchè era alto un metro e mezzo e voleva sembrare uno e ottanta; portava dei tacchi davvero altissimi, ne fece un "must-have" a corte.
I tacchi assumevano connotazioni aristocratiche, da cui l'espressione di "Alta Classe", il tacco rappresentava la classe.
Amante delle cose belle, Luigi XIV fece costruire la reggia di Versailles come simbolo della sua potenza. La struttura divenne emblema dell'eccesso aristocratico e sia il re con la sua corte, si agghindavano dal basso dei loro tacchi.
Il Re Sole era molto orgoglioso delle sue gambe e così indossava calze di seta coloratissime e ricamate e per sottolineare la sua regalità, aveva i tacchi delle scarpe dipinte di rosso.
Ricordiamo che all'epoca la vernice era assai costosa, ed è per questo che i tacchi rossi simboleggiavano l'aristocrazia, proprio perchè erano riservati alla nobiltà.
Ai giorni nostri il colore determina ancora lo status ai piedi dei "monarchi" moderni.
E chi c'è dietro a questa sfilata di suole rosse?
Avete capito proprio bene: lo stilista di scarpe Christian Louboutin.
Louboutin si ispirò al tacco rosso del diciassettesimo secolo.
Luigi XIV non è l'unico francese regale che ha ispirato Louboutin, nel 2009 Christian creo un modello in edizione limitata a seimila dollari al paio, chiamato "Maria Antonietta".
Nel 1774 Maria Antonietta (altra francese devota al tacco alto) passò al potere.
Lei era la vera regina adolescente, la "Miley Cyrus" dei suoi tempi.
Fu data in sposa a Luigi XVI all'età di quattordici anni e come molti matrimoni combinati, il suo era naturalmente senza amore.
Per compensare la mancanza di attenzioni, Maria Antonietta faceva quello che avrebbe fatto qualsiasi donna : SHOPPING.
Lei era un' esteta ossessionata da tutti i tipi di ornamento: gioielli, vestiti, cappelli..
e la sua maggiore ossessione erano i tacchi alti.
La collezione di Maria Antonietta vantava cinquecento paia di scarpe, era l'eccesso fatto a persona, l'"Imelda Marcos" del suo tempo.
Novant' anni dopo Luigi XIV, la giovane si spostò a Versailles e i tacchi alti venivano notati da molte altre signore.
Alla fine del diciottesimo secolo i tacchi non erano più bisex ma quasi esclusivamente per le donne e non più per gli uomini, quindi simbolo della femminilità aristocratica.
C'è una scena bellissima nella versione cinematografica di Sofia Coppola, un passaggio in cui Maria Antonietta diventa consapevole del potere della regalità e c'è un meraviglioso calderone di scarpe divine, coloratissime con bottoncini a fiori.
Mentre Maria Antonietta sperperava capitali in calzature fantasiose, la gente nelle strade moriva di fame e nel 1789 gli eccessi della nobiltà portarono il popolo alla rivolta.
La rivoluzione francese fu un periodo turbolento, il paese era in banca rotta, le persone erano affamate, la borghesia lottava per i diritti dell'uomo e contemporaneamente l' aristocrazia diventava il loro bersaglio.
La rivoluzione francese colpevolizzava il tacco alto processandolo insieme a Maria Antonietta che ne possedeva ben cinquecento paia, alquanto inutili.
Si racconta di una storia tristemente famosa di lei che si avvia alla ghigliottina con i tacchi alti.
Mentre l'aristocrazia francese si conquistava la ghigliottina, ai tacchi toccava "l'accetta".
Rispuntarono fuori solo dopo un centinaio d'anni, maliziosamente sul palco del Moulin Rouge, il noto tempio parigino del Can Can, un ballo selvaggio e sensuale.
Da qui i tacchi alti furono associati al sesso, questo perchè le ballerine che ci lavoravano, arrotondavano il loro stipendio facendo le prostitute.
Spostandoci nell'America di fine 800, il tacco "attraversa" l'oceano per essere rispolverato negli Stati Uniti.
In America il tacco alto veniva attribuito alla seduzione:
È la storia di un' imprenditrice di nome Madame Catherine, titolare di un bordello a New Orleans nella seconda metà del diciannovesimo secolo.
C'era una nuova prostituta nel suo bordello, appena arrivata da Parigi; indossava scarpe con tacco alto e gli uomini impazzirono decisamente.
La sgualdrina francese di Madame Cathy fece centro coi suoi tacchi, arrivava a guadagnare il doppio delle altre ragazze.
Catherine capì che, facendo indossare a tutte le sue dipendenti il tacco alto, avrebbe raddoppiato i suoi profitti . Era qualcosa di nuovo, di eccitante, faceva apparire i loro corpi ancora più sexy.
I tacchi iniziarono sempre di più a catturare l'attenzione degli uomini, tanto da regalare scarpe col tacco alle mogli e nel 1888 aprirono la prima fabbrica di scarpe alte del paese.
Ricapitolando: i reali francesi hanno fatto la potenza dei tacchi, i bordelli li han resi seducenti e nel 1920 le donne emancipate avevano reso il tacco alto un simbolo della loro femminilità liberata, ma nel 1940, durante la Seconda Guerra Mondiale, le donne iniziarono a ridimensionare i tacchi, alcune le utilizzavano per intrattenere le truppe al fronte e le altre le abbandonavano per collaborare con le truppe, facendosi carico di tenere a galla il paese.
Quasi sette milioni di donne collaboravano attivamente arrotolandosi le maniche per mantenere le fabbriche operative, ed è da qui che nasce la figura di "Rosie la Rivettatrice", l'icona di una ragazza con la maschera da saldatore che aggiusta gli scafi dei sottomarini, la vedevi con una bandana e una tuta mettere via i tacchi e lavorare duro.
Mentre il solito spirito di Rosie assicurava la sopravvivenza della nazione, i soldati sognavano un diverso tipo di donna, un eroina col tacco alto chiamata "Pin Up".
I soldati strappavano foto di donne dalle riviste e le attaccavano sui muri delle caserme.
Nessuna Pin Up col tacco alto sollevava il morale dei soldati quanto Betty Grable.
Betty dominava gli anni 40 come una delle maggiori attrazioni ai botteghini, ma non era la recitazione a sollevare il morale, quanto le gambe sempre valorizzate da un paio di tacchi.
Nel 2007 le donne della Seconda Guerra Mondiale tornavano alla ribalta quando Christina Aguilera unisce Betty Grable e una nuova versione di Rosie la Rivettatrice per il suo video musicale "Candyman".
Nel video, Christina la vedevamo assumere un genuino sapore anni 40 e quando si atteggiava nostalgica, non era solo la Pin Up a scivolare nei tacchi, anche Rosie la Rivettatrice conservava il sex appeal col tacco alto.
Quando veniva dichiarata la vittoria nel 1943, gli uomini tornavano dalla guerra e le donne erano sollevate dagli incarichi scambiando nuovamente gli scarponi con i tacchi.
Quando l'economia era risollevata, stilisti come Salvatore Ferragamo vedevano un occasione d'oro per ravvivare le scarpe e spingere il tacco a nuove altezze.
Durante la guerra le materie prime servivano solo ed esclusivamente per i fucili e i carri armati, ma dopo la guerra, erano disponibili in gran quantità.
Avevano creato cilindri di acciaio molto sottili e forti: da questo era nata l'idea del tacco a SPILLO.
Nel 1953 Salvatore Ferragamo brevettava un innovazione del tacco a spillo, un sostegno interno in acciaio chiamato "Cambrione". Era un idea rivoluzionaria che veniva lanciata nell'età del tacco a spillo, che rendevano i tacchi sottili, forti ed intriganti.
Mentre gli altri stilisti erano impegnati a trovare le loro versioni di tacco, contemporaneamente Ferragamo aveva il buon senso di mettere la sua scarpa firmata sulle donne di "spicco" del periodo, ma c'era un' unica stella di Hollywood che mostrava all'America tradizionalista il potere del tacco a spillo:
Marilyn Monroe.
Nella famosissima commedia del film "Quando la moglie è in vacanza", (1955) l'attrice, alta un metro e sessanta, sfilava in bianchi sandali Ferragamo col tacco a spillo e da questa scena passò alla storia.
Il 1950 vedeva la nascita del tacco a spillo, ma durante il 1960 le donne associavano i tacchi come delle manette e se ne liberarono.
Nel 1970 entrò una nuova categoria di tacco, la torreggiante Zeppa.
Nel 1997 ci pensava Tom Ford, direttore creativo di Gucci, a rispolverare il classico tacco a spillo, questa volta con dodici centimetri di altezza.
Mariah Carey, nel video "Honey" indossava tacchi a spillo Gucci per il suo ultimo singolo.
Il video si apre con l'inquadratura del suo bellissimo piede.
Tom Ford erotizzava il tacco a spillo per gli appassionati degli anni 90, ma sulla lista dei desideri di ogni donna, era ed è presente il rinomato in tutto il mondo, "mastro calzolaio" Manolo Blahnik.
Manolo era entrato nel mondo del design negli anni 70 a Londra, ma dopo trent'anni riuscì a sfondare sulle passerelle.
Tutto grazie ad un film estremamente popolare: SEX & THE CITY.
Sex&The City non parlava solo di quattro donne, parlava di quattro donne e "Manolo Blahnik".
Dopo l'uscita di Sex&The City (durato ben sei stagioni), il telefilm aveva cambiato il modo di intendere l'abbigliamento per il genere femminile, le donne sognavano di essere ancora più sexy. E come se non con l'aiuto di un bel paio di scarpe col tacco griffate Manolo?
"Questa serie è finita gia da molto e ancora le persone la amano, viene trasmessa ogni notte, ovunque.
Ho avvicinato un pubblico di donne che non ho mai avuto prima, scriveranno sulla mia lapide - Manolo Blahnik aveva questo, quello e Sex&TheCity- "
Manolo Blahnik
Nell'industria della moda definiremo le scarpe "accessori", ma nella mia considerazione la scarpa è il sostegno di ogni donna.















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